29 luglio 2009

Iniziativa al Biocell Center

Biocell Center, a Busto Arsizio (Varese- Italia) è il primo centro al mondo ad aver sviluppato un metodo di trattamento e crioconservazione delle cellule staminali da liquido amniotico e proprio nei giorni scorsi si sono concluse le giornate di apertura gratuita al pubblico.


Alla seconda edizione di quest’iniziativa hanno aderito alcune decine di coppie e singoli uomini e donne e il dato eclatante è che a rivolgersi al centro bustese sono stati soprattutto i giovani maschi in un’ottica di prevenzione della fertilità.


«Anche l’anno scorso avevamo avuto una risposta molto alta da parte di un pubblico giovane” dice il dottor Marco Buttarelli e aggiunge “Ma avevamo pensato ad un caso episodico . Quest’anno invece i dati sono stati confermati evidenziando una maggior consapevolezza delle problematiche che possono insorgere e della necessità di un’azione preventiva, sia per le donne o le coppie che si rivolgono a noi ginecologi, sia per i singoli giovani che, giustamente, pensano al proprio futuro riproduttivo e decidono di farsi visitare dallo specialista andrologo».


A rivolgersi al professor Giovanni Colpi e al dottor Fabrizio Castiglioni, andrologi di Biocell, sono stati per il 60-70% , pazienti giovani, con una età media tra i 20 e 25 anni, senza alcuna patologia ma interessati ad esami preventivi sull’infertilità.


«Aumenta il grado di consapevolezza e di interesse dei giovani in merito alla sfera riproduttiva e alla sterilità” dice il dottor Castiglioni “E si tratta senza dubbio di un fatto positivo. In generale, a fronte di un apparente calo della sterilità, e di altre problematiche che ricorrono sempre più spesso, non si ha esatta conoscenza delle cause. Le ipotesi sono ascrivibili alle cosiddette “cause ambientali”, che comprendono ad esempio gli stili di vita, ma non vi sono risposte precise da parte della scienza. Di certo possiamo dire che è importante la prevenzione, poiché se una patologia viene individuata per tempo si può fare qualcosa. Dunque far emergere il problema per tempo è importante, ed è il motivo che ha spinto tutti noi a prevedere giornate gratuite dedicate alla prevenzione».

Fonte: Biocell Center

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08 luglio 2009

Le acque della fertilità

Tempo di vacanze e di viaggi. Ecco quindi la meta perfetta per tutte quelle coppie in cerca di un bebè che tarda ad arrivare. Nicole Kidman ne è sicura: le acque di Kukunurra sono magiche davvero!

La bellissima attrice giura di essere rimasta incinta dopo aver fatto un bagno nelle acque miracolose e ha dichiarato “Non avrei mai pensato che sarei rimasta incinta a 41 anni, ma è quello che è successo, mentre giravo il film”.

Le sue parole sono state inoltre prontamente confermate da altre sette donne, tutte appartenenti al cast del film “Australia”, che si sono accorte di essere in dolce attesa subito dopo la realizzazione della pellicola: naturalmente anche loro avevano prima fatto il bagno nei prodigiosi laghetti australiani.

Il posto è incantevole, l’Australia un continente meraviglioso e selvaggio e quindi la fatica di questo “pellegrinaggio” non è poi così grande: sembra proprio essere stata annunciata la nascita di una nuova Lourdes con un conseguente boom turistico.

Fonte: NotizieMsn

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27 maggio 2009

Le proteine amiche della cicogna

Sono state scoperte le proteine alleate della cicogna.
Da una ricerca condotta dallo statunitense National Institute of Health insieme ad altre istituzioni sanitarie sono state scoperte le proteine che regolano il meccanismo dell’ovulazione femminile.

Le proteine in questione sono due: gli enzimi ERK1 ed ERK2 che rivestono un ruolo essenziale affinché l’ovulazione abbia luogo.

I ricercatori sono entusiasti di questa scoperta che potrebbe aprire nuove strade per la messa a punto di cure innovative per contrastare la sterilità oppure al contrario per anticoncenzionali di nuova generazione. I due enzimi potrebbero poi essere importanti anche per una miglior comprensione dell’ovaio policistico.

Ma in che modo questi enzimi sono coinvolti nell’ovulazione? I ricercatori partono proprio dalla spiegazione del meccanismo femminile che si ripete ogni mese quando un ovulo maturo viene liberato alternativamente da una delle due ovaie, grazie a uno stimolo ormonale. Prima della rottura del follicolo e della liberazione dell’ovulo, le cellule che rivestono l’interno del follicolo cominciano ad aumentare di dimensioni, assumono un caratteristico aspetto rigonfio e iniziano a produrre progesterone, sotto lo stimolo dell’ormone ipofisario luteinizzante, che favorisce la liberazione dell’ovulo dal legame con il follicolo. A metà del ciclo l’ipofisi rilascia una maggiore quantità di ormone luteinizzante che provoca la liberazione dell’ovulo dal follicolo, dando luogo all’ovulazione.

E’ a questo punto che entrano in gioco i due enzimi: se sono spenti o inattivati i geni che regolano gli enzimi ERK1 ed ERK2, il processo - stando ai risultati dello studio statunitense - si arresta sin dalla sorgente arrestando l’ovulazione.


Fonte: Science

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13 maggio 2009

Carni e formaggi sempre in tavola?

Gli uomini che mangiano molta frutta e verdura sembrano avere una migliore qualità dello sperma rispetto agli uomini che consumano elevate quantità di carne lavorata e formaggi grassi. Questo è quanto emerge da uno studio spagnolo pubblicato sulla rivista Fertility and Sterility.

"In aggiunta ai numerosi benefici per la salute, una dieta bilanciata e ricca di frutta e verdura sembra avere anche effetti positivi sulla fertilità maschile" afferma l'autore della ricerca Jaime Mendiola, dell'Instituto Bernabeu di Alicante.

Analizzando la qualità dello sperma in un campione di 61 soggetti di media età, il team di ricerca del professor Mendiola ha verificato che coloro che consumavano elevate quantità di frutta e verdura avevano una conta spermatica migliore rispetto a chi mangiava molta carne lavorata e molto formaggio.

"Gli antiossidanti presenti nella frutta e nei vegetali potrebbero avere un effetto protettivo sugli spermatozoi salvaguardandoli da eventuali danneggiamenti", sostiene Mendiola.
Il professore punta inoltre il dito contro l'effetto nocivo prodotto nell'organismo dagli xenobiotici, sostanze chimiche estranee ai sistemi biologici ma che potrebbero essere presenti nelle carni e nei formaggi a causa dell'esposizione del bestiame a trattamenti farmacologici come gli antibiotici.

Gli xenobiotici mimano gli effetti degli estrogeni nell'organismo e potrebbero avere un impatto cruciale sulla fertilità maschile” conclude Mendiola.

Come sempre una dieta bilanciata e la miglior scelta per l'equilibrio del nostro organismo, ma visti i risultati di questo test è bene porre attenzione anche alla quantità di questi due importanti elementi, presenti molto spesso e a volte troppo spesso, nella tavola di noi italiani.

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29 aprile 2009

Se il cervello non collabora

Tra le tante cause di infertilità ve ne è una meno nota, ossia il ruolo che possono avere i neuroni..

Un gruppo di ricerca internazionale, coordinato dal Centro ricerche sul cancro di Heidelberg, in Germania, ha studiato in dettaglio questa via di segnalazione, scoprendo nuove cause di infertilità.

L’attività dei neuroni è regolata dagli estrogeni, un cattivo funzionamento neurale non permette quindi che il segnale di avvio dell’ovulazione parti.

L’ovulazione dipende principalmente dal grado di maturazione dell’ovulo e dal fatto che il cervello ne venga informato. Sono gli estrogeni, intorno al quattordicesimo giorno del ciclo, ad assolvere questo compito. In risposta i neuroni stimolati inducono un aumento di secrezione di gonadotropina da parte dell’ipofisi, che innesca l’ovulazione.

E’ stato scoperto però che solo uno specifico gruppo di neuroni riceve il segnale trasmesso dagli estrogeni: si tratta di neuroni che possiedono sulla loro membrana il recettore alfa per gli estrogeni. Questi neuroni non sono però quelli destinati al rilascio della gonadotropina, che sono invece privi dei recettori alfa.

Come può allora l’informazione giungere a questi ultimi neuroni? Si è ora scoperto che esiste un ulteriore gruppo di neuroni, situato nell’ipotalamo, che funge da “trasportatore” dei messaggi necessari all’ovulazione. Ecco come un deficit funzionale di questo circuito cerebrale può determinare problemi di fertilità.

Ecco come la collaborazione del nostro cervello diventa fondamentale per la nostra fertilità.

Fonte: Molecularlab

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08 aprile 2009

Legge 40: illigettimo il limite di tre embrioni

La legge 40 sulla fecondazione assistita è stata dichiarata parzialmente illegittima dalla Corte Costituzionale e in particolare è stata posta attenzione all’art. 14 comma 2, della legge 18 febbraio 2004, n. 40 che recita "imitatamente alle parole ad un unico e contemporaneo impianto, comunque non superiore a tre embrioni" e al comma 3 dello stesso articolo "nella parte in cui non prevede che il trasferimento degli embrioni, da realizzare non appena possibile, debba essere effettuato senza pregiudizio della salute della donna".

Anna Pia Ferraretti, direttore scientifico di Sismer, dichiara che “è una grande vittoria per le coppie e per tutti coloro che hanno sempre sostenuto la incostituzionalità della legge. Abbiamo avuto ragione a ricorrere alla Corte Costituzionale per difendere i diritti civili dei cittadini. Il pronunciamento della Consulta va nella direzione che avevamo auspicato : eseguire ed applicare i trattamenti di fecondazione medico assistita secondo la buona pratica medica".

Le norme previste dalla legge, suddivisa in 18 articoli, prendono in esame tutti i passaggi imposti alle coppie che si accostano a questi percorsi e vanno quindi dalla definizione di chi può ricorrere alle tecniche di procreazione alla tutela del nascituro e dalla crioconservazione all’obiezione di coscienza.
Per tutti i cittadini interessati ad avere informazioni sono disponibili tre numeri:
800 097 999, http://www.sosinfertilita.net/ (realizzato dalla Provincia di MI)
095/7335199, http://www.hera.it/


Fonte: Adnkronos

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01 aprile 2009

Sesso "divertente" e fertilità

La nuova parola d’ordine sotto le lenzuola? “No freni, no inibizioni” soprattutto se desiderate che la cicogna vi faccia visita! Secondo gli scienziati dell’Università di Sheffield più il sesso è piacevole ed eccitante maggiori sono quantità e qualità dello sperma maschile, mentre più l’orgasmo femminile è intenso più gli ovuli sono “fertilizzabili” dagli spermatozoi.

Niente più diete o calcoli con il calendario in mano ma via libera ad una vita sessuale più appagante.

“Le coppie che cercano di avere un bambino - dice il dottor Allan Pacey, Senior Lecturer in andrologia alla Sheffield University - spesso scivolano nel sesso di routine, meccanico, ed è il comportamento più sbagliato. Per molte coppie che tentano di avere un figlio il sesso diventa ripetitivo proprio perché ci si concentra maggiormente sul fine ultimo del concepimento che sull’atto d’amore e passione vero e proprio".

Il sesso dev’essere quindi consumato nella maniera più emozionante e libera possibile e l’attenzione dev’essere rivolta al piacere ed al gusto di farlo e non al concepimento. Parlano i dati: un uomo normale produce circa 250 milioni di spermatozoi durante il sesso, ma la maggior eccitazione, frutto di particolari fantasie o pratiche “hot”, può far aumentare questa cifra anche del 50%, e migliorare la qualità dello sperma.

Fonte: Il Giornale

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25 marzo 2009

La kisspeptina contro l'infertilità

I ricercatori dell’Imperial College di Londra hanno presentato, durante la conferenza della Society for Endocrinology, uno studio in cui è stato scoperto che una sostanza ormonale, la “kisspeptina” potrebbe, potenzialmente, essere alla base per nuovi e più efficienti trattamenti contro l’infertilità e aumentare la funzionalità riproduttiva nelle donne in cui i livelli degli ormoni sessuali sono bassi.

Il Dott. Waljit Dhillo ha affermato “E' un risultato molto importante, gli animali e gli umani che non hanno kisspeptina non attraversano le normali fasi dello sviluppo, e rimangono sessualmente immaturi".

La kisspeptina avrebbe un ruolo decisivo nel rilascio degli ormoni che regolano il ciclo mestruale ed era stata già al centro di altri studi che avevano dimostrato quanto questo ormone fosse importante; ora i ricercatori hanno esteso la ricerca per verificare gli effetti della kisspeptina nelle donne in cui il ciclo mestruale sono sparite a causa di alterazioni dell’equilibrio ormonale.

I risultati di questi nuovi studi sono a detta del Dott. Dhillo “eccitanti”: dimostrano infatti che questo ormone ha le capacità per recuperare le funzioni riproduttive in molte donne che hanno livelli bassi di ormoni sessuali. Nel prossimo futuro quindi verrà studiatoli il protocollo migliore per la somministrazione della kisspeptina, con la speranza di sviluppare una nuova terapia contro l’infertilità.

Fonte: AGI Salute

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18 marzo 2009

La Fertility Commedy

L'articolo Fertility Comedy è stato spostato qui
http://www.mammedomani.it/concepimento/articoli/288-a-hollywood-impazza-la-fertility-comedy.html

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03 marzo 2009

Ansia da Cicogna?

Cos'è l’Ansia da Cicogna? Da quanto è emerso al congresso della Federazione Italiana di Ostetricia e Ginecologia “e’ l’ansia di non vedere arrivare la cicogna dopo un mese di tentativi”. Si innesca in 4 donne su 10, intorno ai 32 ani, già dopo il loro primo tentativo, fallito, di concepire un figlio. Infatti bastano un paio di mesi di rapporti non protetti e senza che la cicogna bussi alla porta, ed ecco che il pensiero di non essere fertili prende il sopravvento.

Quest’ansia si alimenta delle ansie di tutta la famiglia: più i parenti e gli amici si aspettano, e chiedono, quando arriverà un bambino e più la donna teme di essere sterile, e quindi una donna a metà, e quindi non all'altezza delle aspettative altrui. Si tratta di 'paranoie' che le donne di generazioni passate non avevano, dato che le donne prima erano più pazienti (e facevano i figli da giovani...).

Alcuni ginecologi hanno affermato di notare nelle donne di oggi una voglia che hanno definito gravidanza 'da fiction’. In una fiction la protagonista che aspetta un figlio lo concepisce subito, spesso addirittura per caso, partorisce poco dopo e ha, nientedimeno, un bambino sano e splendido. E i chili di troppo? Scompaiono per miracolo, ovviamente.

Le donne hanno bisogno di essere più informate e meglio informate”, dice Massimo Moscarini, Ordinario di Ostetricia e Ginecologia alla Sapienza Università di Roma e Direttore dell’Unità Operativa di Ginecologia dell’Azienda Ospedaliera Sant’Andrea di Roma. “Perché solo con una corretta educazione si possono evitare ansie e paure che sono alla base di comportamenti a volte dannosi.”

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25 febbraio 2009

Il nostro ombelico

Uno studioso finlandese, Aki Sinkkonen, nell’Università di Helsinki, ha scoperto che l’ombelico è un possibile indicatore sia del nostro stato di salute sia della fertilità di una donna. La forma, la simmetria e la posizione del nostro “bottone” personale sono stati usati per stimare il potenziale riproduttivo delle donne fertili. Il più “desiderabile” Secondo il Dott. Sinkkonen è quello a forma di T, relativamente piatto e non estroflesso e i meno apprezzati sono quelli prominenti.

Durante la gravidanza il cordone ombelicale fornisce al bambino ossigeno e nutrimento. Dopo la nascita il cordone si rombe e al suo posto rimane una cicatrice, ovvero l’ombelico. Non è noto ancora il motivo per cui ci siano così tanti tipi di ombelichi ma c’è una cosa chiara: ogni persona ha le sue preferenze e sempre più spesso un operazione di chirurgia plastica dona all’ombelico un aspetto pressoché perfetto.

E per tutti coloro che amano la vita, non pensano ad un’operazione chirurgica e hanno un ombelico imperfetto? “Non vi preoccupate” ha detto il Dott. Sinkkonen “Nessuno è perfetto, tranne Angelina Jolie. Scherzi a parte, conosco molte belle donne che credono il loro ombelico brutto. Nessuno deve porre troppa attenzione ai particolari del proprio corpo”.

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10 febbraio 2009

Credenze e verità

Ci sono donne che rimangono incinta al primo tentativo di ricerca, altre anche prima di iniziare la ricerca e altre ancora che invece devono percorrere una lunga strada prima di arrivare a coronare il loro sogno. E se si ha l’impressione che tutte le amiche siano rimaste incinta al primo tentativo non bisogna pensare di essere “strane” ma più semplicemente bisogna pensare che le amiche che hanno avuto difficoltà nella ricerca del loro pargolo hanno meno voglia di raccontalo rispetto alle altre.

Le probabilità di concepimento tra due partner fertili rimane sempre del 15-20%: matematicamente se si fa l’amore durante il periodo fertile non si ha che una possibilità su 4/6 di rimane incinta e le probabilità diminuiscono con l’aumentare dell’età dei partner. La soluzione? Avere pazienza! Solo una coppia su quattro concepisce un figlio nel mese successivo all’interruzione della contraccezione.

Non ci sono formule magiche o ricette miracolose per rimanere incinta, di certo condurre una vita sana e avere un’alimentazione equilibrata aumenta le possibilità!Ecco una carellata di “buone regole”: bere molta acqua per purificare l’organismo, praticare un’attività sportiva mantiene in forma e soprattutto dà buonumore! Lo stress nuoce al benessere della futura mamma e quindi anche sulla fertilità;ridurre o meglio eliminare il tabacco che riduce la fertilità nelle donne e può provocare problemi di erezione negli uomini.

Ecco invece alcune dicerie da sfatare:
- non è vero che alcuni cibi se assunti fanno rimanere incinta o aiutano le prestazioni maschili: è indubbio che il mangiar sano mantiene l’organismo sano ma non è tutto.
- non è vero che non ci si può lavare dopo un rapporto se si cerca un figlio: una buona igiene scongiura il rischio di infezioni che possono talvolta essere dannose per la fertilità.
- non è vero che un rapporto lungo sia il miglior modo per procreare: anche una “piccante sveltina” può essere il momento giusto.

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03 febbraio 2009

Teflon e infertilità

Da uno studio pubblicato dalla rivista “Human Reproduction” è emerso che le donne con livelli più elevati di perfluorinati (Pfc) hanno più probabilità di avere problemi di infertilità.

Lo studio conferma infatti che le donne le cui concentrazioni ematiche di Pgc erano più alte incontrano maggiori difficoltà nel concepimento e spesso è necessario ricorrere a tecniche di PMA. Lo studio ha riscontrato non solo problemi di infertilità ma anche disturbi di ciclo mestruale irregolare, dimostrando così che i Pfc possono interferire anche con gli ormoni sessuali.
Il coordinatore dello studio, il Prof. J. Olsen, sta attendendo i risultati di nuove ricerche ora in atto che dovrebbero confermare con certezza che i Pfc possono essere i responsabili di alcuni problemi di infertilità femminile.

Ma dove troviamo i perfluorinati? Il Pfc più noto e' indubbiamente il teflon, usato nelle padelle antiaderenti. Numerose controversie sono in atto negli Stati Uniti, è infatti stato chiesto ai produttori di acido perfluoroctanoico (Pfoa) di ridurne emissioni e livelli e di procedere alla loro eliminazione entro il 2015. Ma il Pfc è presente in moltissimi altri oggetti, spesso di uso quotidiano:
- tessuti di arredamento e abbigliamento
- farmaci
- lubrificanti
- rivestimenti per tappeti
- scatole per la pizza
- buste dei pop-corn per i forni a microonde
L’unico suggerimento per adesso è di prestare attenzione all’usura delle proprie pentole con rivestimento in teflon e verificare le presenza di questo componente negli oggetti che utilizziamo tutti i giorni, aspettando che gli studi ora in atto arrivino a dare una risposta definitiva a questi dubbi.

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